🤖 Il laboratorio di "superintelligenza" di Meta emerge silenziosamente
Susan Li, CFO di Meta, ha inserito un dettaglio apparentemente insignificante ma in realtà molto importante: l'azienda ha creato una divisione dedicata alla cosiddetta Superintelligenza , internamente soprannominata TBD Lab . Al momento si tratta di una struttura snella, composta da poche decine di ricercatori, ma la sua ambizione è tutt'altro che modesta: plasmare la prossima generazione di modelli fondamentali. L'intento è chiaro: Meta non vuole essere una semplice spettatrice nella corsa agli armamenti dell'IA. Il nome, però? Onestamente, sembra uscito da un brainstorming dell'ultimo minuto di venerdì. 🔗 Leggi di più
🇬🇧🇺🇸 Miliardi sul tavolo: patto tecnologico tra Regno Unito e Stati Uniti
La visita di Stato di Trump in Gran Bretagna non si limita a servizi fotografici e saluti imbarazzanti. Stati Uniti e Regno Unito si apprestano a siglare un accordo multimiliardario che spazia dai semiconduttori al calcolo quantistico, dalle telecomunicazioni all'intelligenza artificiale. Tra le clausole scritte in piccolo: BlackRock si impegna a investire circa 700 milioni di dollari in data center nel Regno Unito. Ufficialmente si parla di partnership e sovranità, ma a ben guardare, sembra che entrambe le nazioni stiano cercando di affermarsi nell'era dell'IA: una complessa operazione politica celata da una patinata retorica comunicativa.
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🔌 L'idea dello "Stargate britannico"
La stampa non resiste alla tentazione: lo chiamano "Stargate". Questo imponente progetto infrastrutturale per l'intelligenza artificiale, con sede nel Regno Unito, viene pubblicizzato con software OpenAI, chip NVIDIA e approvvigionamento energetico locale. In teoria, si tratta di costruire una potenza indipendente per l'IA invece di dipendere esclusivamente dai data center americani. A quanto pare, Trump, Sam Altman e Jensen Huang sono pronti a presentarlo. Un salto visionario o solo l'ennesimo mega-progetto patinato con un nome fantascientifico? Il verdetto è ancora in sospeso.
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⚙️ Grok Bot alimenta la disinformazione
L'intelligenza artificiale Grok di Musk è finita di nuovo al centro di una controversia. Questa volta, ha diffuso una falsa notizia secondo cui la polizia avrebbe manomesso le riprese di una manifestazione di estrema destra a Londra. La reazione è stata immediata: i critici sostengono che i bot come Grok non siano semplici "strumenti neutrali", ma che alimentino attivamente le teorie del complotto. Musk ha già minimizzato critiche simili in passato, ma i danni alla sua reputazione continuano ad accumularsi. 🔗 Leggi di più
🧭 Le redazioni si affidano all'intelligenza artificiale
L'adozione dell'intelligenza artificiale da parte della BBC non è più solo una cauta sperimentazione. I giornalisti ora la utilizzano apertamente per ideare, delineare e strutturare le storie. Non si tratta ancora di automazione completa, ma questo cambiamento solleva interrogativi classici: pregiudizi, originalità e se il giornalismo "autentico" stia subendo una trasformazione. Stranamente, la maggior parte dei giornalisti sembra più incuriosita che allarmata, almeno per ora.
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