🚫 I legislatori dell'UE sostengono il divieto delle app di intelligenza artificiale che generano immagini esplicite ↗
I legislatori dell'UE hanno approvato una proposta per vietare le app di intelligenza artificiale che creano immagini esplicite senza consenso, i cosiddetti strumenti di nudizzazione. La misura appare necessaria da tempo, vista la rapidità con cui l'abuso dei deepfake si è diffuso dagli ambienti marginali a un fenomeno preoccupantemente mainstream.
La proposta si inserirebbe nel quadro delle revisioni dell'EU AI Act, con i legislatori che sostengono anche un rinvio per alcuni obblighi relativi all'IA ad alto rischio, poiché gli standard tecnici non sono ancora del tutto pronti. Quindi, regole più severe da un lato, più tempo a disposizione dall'altro: una contraddizione tipica di Bruxelles.
🔎 Google sta sviluppando opzioni per consentire la disattivazione dell'intelligenza artificiale nelle ricerche, al fine di attenuare le preoccupazioni nel Regno Unito ↗
Google sta lavorando a soluzioni che consentano ai siti web di disattivare le sue funzionalità di intelligenza artificiale generativa nei risultati di ricerca, in seguito alle pressioni delle autorità garanti della concorrenza del Regno Unito. La lamentela principale è semplice: gli editori non dovrebbero essere costretti a cedere i propri contenuti all'IA solo per rimanere visibili nei risultati di ricerca, e questo è diventato un grave punto critico delle sue politiche.
Il dibattito si intreccia anche con il dominio di Google nella ricerca nel Regno Unito, che rimane enorme. I gruppi mediatici chiedono maggiori garanzie affinché il rifiuto di utilizzare l'intelligenza artificiale per lo scraping non si trasformi silenziosamente in una penalizzazione del posizionamento nei risultati di ricerca, mascherata da malcelata penalizzazione.
🏷️ Il Regno Unito esaminerà l'etichettatura dei contenuti basati sull'intelligenza artificiale nell'ambito di una più ampia riforma del diritto d'autore ↗
Il governo britannico ha dichiarato che prenderà in considerazione l'etichettatura dei contenuti generati dall'intelligenza artificiale nell'ambito di una più ampia riforma del diritto d'autore. Questa riforma include problematiche relative alla disinformazione, alle copie digitali e alla questione se i creatori abbiano o meno un controllo sufficiente sulle proprie opere quando vengono elaborate da un sistema automatizzato.
Ciò che colpisce è l'incertezza, o forse la pausa. I funzionari stanno ancora cercando di trovare un equilibrio tra la crescita dell'IA e i diritti d'autore, ma non c'è ancora una risposta definitiva e l'esitazione è palpabile. Grandi ambizioni, zona di atterraggio nebulosa.
⚖️ Microsoft sta valutando un'azione legale in merito all'accordo da 50 miliardi di dollari tra Amazon e OpenAI per il cloud, secondo quanto riportato dal Financial Times ↗
Secondo alcune indiscrezioni, Microsoft starebbe valutando un'azione legale in merito a un importante accordo cloud tra Amazon e OpenAI, che potrebbe entrare in conflitto con i termini di esclusiva stipulati con OpenAI per il cloud. La tensione è palpabile: Microsoft ha contribuito a finanziare OpenAI, ha costruito Azure attorno a questa collaborazione e ora un altro gigante potrebbe inserirsi nel gioco.
La controversia sembra ruotare attorno alla questione se l'assetto di Amazon violi lo spirito, o forse la lettera, dei diritti esistenti di Microsoft. Al di là del linguaggio giuridico, si tratta di stabilire chi avrà il diritto di ospitare le infrastrutture future per l'intelligenza artificiale e chi verrà escluso quando le somme di denaro in gioco diventeranno esorbitanti.
🧠 Esclusiva: Sekhon, responsabile scientifico di Bridgewater, entrerà a far parte di DeepMind, l'unità di intelligenza artificiale di Google ↗
Google DeepMind sta assumendo Tej Sekhon, capo scienziato di Bridgewater, una mossa che dice molto su dove i laboratori di frontiera pensano che potrebbe provenire il prossimo vantaggio tecnologico. La finanza, soprattutto la finanza sistematica, è diventata una sorta di cava di talenti per l'IA, non in modo perfetto, ma abbastanza spesso da non passare inosservata.
Si tratta di una di quelle assunzioni che sembrano di nicchia, finché non si rivelano tali. DeepMind cerca chiaramente persone in grado di affrontare sistemi complessi, ragionamento probabilistico e segnali provenienti dal campo, il che ricorda molto, in miniatura, l'attuale corsa all'intelligenza artificiale.
🤖 L'esperto di intelligenza artificiale Jensen Huang desidera che ogni azienda abbia un piano OpenClaw ↗
Durante l'evento GTC di Nvidia, Jensen Huang ha promosso l'idea che la prossima fase dell'intelligenza artificiale riguardi agenti in grado di controllare i computer e svolgere compiti per le persone, non solo di rispondere in modo intelligente. L'espressione che circolava era "OpenClaw", che suona un po' come un utensile da cucina cyberpunk, ma il concetto è serio.
L'atmosfera generale al GTC sembrava spostarsi dall'ossessione per le dimensioni del modello all'azione: software che si clicca, si completa, naviga, si compila. Forse questo è il prossimo capitolo, o forse è semplicemente l'ultima tendenza. In ogni caso, la direzione sembra inequivocabile.
Domande frequenti
Cosa stanno cercando di vietare i legislatori dell'UE nell'ultima stretta sull'intelligenza artificiale generativa?
I legislatori dell'UE hanno appoggiato una proposta per vietare le app di intelligenza artificiale che creano immagini esplicite senza consenso, spesso descritte come strumenti di nudizzazione. La modifica verrebbe integrata nelle revisioni dell'Atto UE sull'IA. L'articolo presenta questa iniziativa come una risposta all'abuso dei deepfake, che si sta spostando da un utilizzo marginale a un fenomeno molto più diffuso e dannoso.
Perché l'UE sta inasprendo le norme sull'IA ma sta posticipando l'adempimento di alcuni obblighi previsti dall'AI Act?
I legislatori hanno anche appoggiato il rinvio di alcuni obblighi relativi ai sistemi di intelligenza artificiale ad alto rischio, poiché gli standard tecnici non sono ancora del tutto pronti. In pratica, ciò si traduce in norme più rigorose in alcuni ambiti e in maggiore flessibilità di implementazione in altri. L'articolo presenta questa situazione come una tipica tensione a Bruxelles tra ambizione normativa e prontezza operativa.
In che modo la possibilità di disattivare l'intelligenza artificiale generativa di Google nei risultati di ricerca potrebbe influire sugli editori?
Google sta sviluppando opzioni che potrebbero consentire ai siti web di disattivare le funzionalità di intelligenza artificiale generativa nei risultati di ricerca. La preoccupazione principale è che gli editori non debbano essere costretti a consentire l'utilizzo dell'IA sui propri contenuti semplicemente per rimanere visibili nei risultati di ricerca. Un importante problema ancora irrisolto è se il rifiuto dello scraping da parte dell'IA possa comunque tradursi in uno svantaggio occulto in termini di posizionamento.
Quali sono le prospettive del Regno Unito in merito all'etichettatura dell'intelligenza artificiale generativa e alla riforma del diritto d'autore?
Il governo britannico ha dichiarato che esaminerà l'etichettatura dei contenuti generati dall'intelligenza artificiale nell'ambito di una più ampia riforma del diritto d'autore. La discussione verte anche sulla disinformazione, sulle repliche digitali e sulla questione se i creatori abbiano un controllo sufficiente sull'utilizzo delle proprie opere nei sistemi di intelligenza artificiale. L'articolo suggerisce che l'orientamento politico rimane incerto, con evidenti dubbi su quale debba essere il giusto equilibrio.
Perché la disputa tra Microsoft, Amazon e OpenAI sul cloud è così importante?
La controversia in questione è rilevante perché sembra mettere alla prova la compatibilità di un importante accordo cloud tra Amazon e OpenAI con i diritti cloud già detenuti da Microsoft nei confronti di OpenAI. Ciò solleva interrogativi che vanno ben oltre la semplice formulazione del contratto. Indica una lotta più ampia su chi avrà il diritto di ospitare l'infrastruttura alla base dei sistemi di intelligenza artificiale avanzata e chi ne sarà escluso quando tali partnership si evolveranno.
Cosa ci dicono le assunzioni di DeepMind e la spinta di Nvidia verso gli agenti sull'evoluzione dell'intelligenza artificiale?
Nel complesso, questi elementi suggeriscono che la corsa all'IA si sta orientando verso azioni concrete, non solo verso modelli più complessi o una migliore capacità di comunicazione. L'assunzione da parte di DeepMind del responsabile scientifico di Bridgewater evidenzia la crescente domanda di persone in grado di lavorare con sistemi complessi, segnali e pensiero probabilistico. Il messaggio di Nvidia al GTC ha ribadito la stessa idea più ampia: la prossima fase potrebbe concentrarsi su agenti capaci di gestire software e completare compiti.